Ricordo che avevo 13 anni, era Natale e non stavo bene: sapete, una di quelle influenze che ti prendono appena cominciano le vacanze. E così, la sera del 24 Dicembre, mi ero ritrovata sola mentre tutta la mia famiglia era alla messa di mezzanotte. Decisi di accendere la televisione. Convinta di conoscere a priori tutti programmi in onda sulle reti, rimasi colpita dal non trovare il solito film natalizio che ogni anno ci viene riproposto: errore? Avevano forse perso l’unica cassetta con sopra registrato “Una poltrona per due”? Chi lo sa…
E’ così che mi sono ritrovata davanti a quello che presto è diventato uno dei miei film preferiti in assoluto: The Nightmare Before Christmas! Affascinata. Sconcertata dal nuovo punto di vista che mi veniva proposto. Ho iniziato ad affezionarmi a quell’eroe che nel senso classico delle favole sarebbe finito per essere l’antagonista.. non riuscivo a crederci. Una magia aveva pervaso la casa, ed era la magia di Tim Burton.
Jack Skeletron è il re delle zucche della città di Halloween, ma si sente fuori luogo, incompreso, come la maggior parte dei protagonisti delle favole di Tim Burton. E’ alla ricerca di qualcosa che dia un senso a tutto, trovando in risposta la città del Natale: non sarà questa a risolvere i problemi, ma i nuovi sentimenti che provocano nel protagonista sono sufficienti a salvarne l’animo e a dargli la speranza che vi sia qualcosa per cui vale lottare.
Lo spirito adolescente che si riconosce in Jack, ritrova in lui e nella sua storia una speranza e un sorriso: anche quelli che tutto il mondo giudica cattivi e che non sembrano avere scampo dai pregiudizi altrui, forse, se vogliono, possono ancora riscattarsi. Io lo trovo geniale.
