Non ho resistito alla tentazione di mettere un link a questo video: trovo che l’artista abbia molto talento. Il soggetto del video non è difficile da indovinare. Buona visione!!
Non ho resistito alla tentazione di mettere un link a questo video: trovo che l’artista abbia molto talento. Il soggetto del video non è difficile da indovinare. Buona visione!!
“Twas Pirelli’s miracle elixir” è una della canzoni che preferisco della colonna sonora di Sweeney Todd ed oggi avevo proprio voglia di rivedermi quel pezzo del film. Sono andata su youtube: ormai è fin troppo facile trovare quello che cerchi e in attimo ero ce l’avevo sotto mano. Ma c’era qualcosa che ha distolto la mia attenzione dalla canzone; qualcosa che al cinema avevo dimenticato in fretta con lo svolgersi del film: i colori di Adolfo Pirelli (interpretato da Sacha Baron Cohen).
Le scelte stilistiche sui colori e sulla fotografia di Tim Burton sono sempre molto particolari e significano qualcosa. Ma perchè l’unico personaggio a non avere la classica desaturazione, che contraddistingue la realtà dura e cruda dalla sua fantasia, è proprio un italiano? Ho notato infatti un blu molto forte, che combatte contro il grigio che sovrasta le scene in città. Una saturazione del colore che Tim Burton raggiunge ( a livelli molto alti ) in genere solo quando richiama il sogno. Mi fa sempre sorridere l’immagine trasposta degli italiani all’estero…
Si, l’ho detto e lo ripeto: secondo me Johnny Depp è assolutamente uno dei migliori attori in circolazione. Ma oggi mi è capitato per le mani un articolo in cui sono elencati i 10 attori più pagati al mondo.
Ho trovato divertente trovare proprio lui in cima alla lista, addirittura più in alto dei “belli per antonomasia” Pitt e Cruise.
Un pò meno divertente è forse realizzare che tale cifra una persona normale non se la guadagnerà in tutta la vita…
“Vincent” è uno dei primi cortometraggi di Tim Burton: geniale e sinistro, racconta la storia di un bambino che sogna di essere Vincent Price. E’ del 1982, realizzato in stop-motion, riceve anche due premi al Chicago Film Festival e uno al festival di animazione di Annecy.
E’ molto breve per cui vi consiglio di darci un’occhiata, ne vale la pena!
Generalmente amo vedere i video e leggere le poesie in lingua originale, ma in questo caso il doppiaggio è ottimo. Comunque, se siete pratici dell’inglese, questo è il link al video in lingua originale: la voce è di Vincent Price, da non perdere!
Buona visione..
No, non sto parlando del cartone animato che andava in onda quand’ero piccolina, bensì di lui, l’attore feticcio di Tim Burton, Johnny Depp.
L’abbiamo visto, mutevole e irriconoscibile, in molti dei film di Tim Burton, interpretando di volta in volta egregiamente i più svariati ruoli: da “Edward mani di forbice” all’ultimo, “Sweeney Todd“, per il quale ha anche vinto il Golden Globe.
Ho letto recentemente un articolo de “La Stampa” in cui Tim Burton confessava di essere rimasto sorpreso dal fatto che lui abbia accettato immediatamente per quest’ultimo film: il canto infatti non lo ha spaventato, anzi, si è rivelava essere una nuova emozionante sfida ( vinta, a parer mio ); l’unica condizione che ha posto è stata “io non ballo!”… ma personalmente, credo si sarebbe rivelata una caduta di stile per Tim Burton mettere degli attori ballerini in scena. Molto meglio così.
Lui. Attore trasformista. Estroverso. Da sempre è un pò l’antitesi di quegli attori che, troppo preoccupati all’immagine, si dedicano e si destreggiano tra gossip e scandali per far risuonare il loro nome. Eppure… pochi giorni fa mi è capitato di leggere un trafiletto su internet e mi è dispiaciuto vedere come il suo nome apparisse in una notizia di gossip: sembrerebbe che anche lui, preso dalla febbre holliwoodiana, abbia lasciato la moglie ( Vanessa Paradis ) per la più giovane collega Keira Knightley. C’è chi dice che siano solo voci, chi invece lo da già per certo. Sta di fatto che a me dispiacerebbe veder cadere nel banale quello che per me era un attore rispettato e forse un pò unico. Ma siccome fare gossip non mi piace, con un pò di amaro in gola concludo qui questo post.
Oggi mi è capitato per le mani un sito con i cartoni sulle avventure di Stain Boy: il nostro piccolo grande eroe, privo di poteri speciali particolarmente utili, affronta altri personaggi della mente di Tim Burton. Un episodio divertente è questo “Stain Boy e Toxic Boy“. Per chi non conoscesse quest’ultimo, ecco qui la sua storia!
“To those of us who knew him
-his friends-
we called him Roy.
To others he was known
as that horrible Toxic Boy.
He loved ammonia and asbestos,
and lots of cigarette smoke.
What he breathed in for air
would make most people choke!
His very favorite toy
was a can of aerosol spray;
he’d sit quietly and shake it,
and spray it all the day.
He’d stand inside of the garage
in the early-morning forst,
waiting for the car to start
and fill him with exhaust.
The one and only time
I ever saw Toxic Boy cry
was when some sodium chloride
got into his eye.
One day for fresh air
they put him in the garden.
His face went deathly pale
and his body began to harden.
The final gasp of his short life
was sickly with despair.
Whoever thought that you could die
from breathing outdoor air?
As Roy’s soul left his body,
we all said a silent prayer.
It drifted up to heaven
and left a hole in the ozone layer.”
(The Melancholy Death of Oyster Boy & Other Stories, Tim Burton)
Ricordo che avevo 13 anni, era Natale e non stavo bene: sapete, una di quelle influenze che ti prendono appena cominciano le vacanze. E così, la sera del 24 Dicembre, mi ero ritrovata sola mentre tutta la mia famiglia era alla messa di mezzanotte. Decisi di accendere la televisione. Convinta di conoscere a priori tutti programmi in onda sulle reti, rimasi colpita dal non trovare il solito film natalizio che ogni anno ci viene riproposto: errore? Avevano forse perso l’unica cassetta con sopra registrato “Una poltrona per due”? Chi lo sa…
E’ così che mi sono ritrovata davanti a quello che presto è diventato uno dei miei film preferiti in assoluto: The Nightmare Before Christmas! Affascinata. Sconcertata dal nuovo punto di vista che mi veniva proposto. Ho iniziato ad affezionarmi a quell’eroe che nel senso classico delle favole sarebbe finito per essere l’antagonista.. non riuscivo a crederci. Una magia aveva pervaso la casa, ed era la magia di Tim Burton.
Jack Skeletron è il re delle zucche della città di Halloween, ma si sente fuori luogo, incompreso, come la maggior parte dei protagonisti delle favole di Tim Burton. E’ alla ricerca di qualcosa che dia un senso a tutto, trovando in risposta la città del Natale: non sarà questa a risolvere i problemi, ma i nuovi sentimenti che provocano nel protagonista sono sufficienti a salvarne l’animo e a dargli la speranza che vi sia qualcosa per cui vale lottare.
Lo spirito adolescente che si riconosce in Jack, ritrova in lui e nella sua storia una speranza e un sorriso: anche quelli che tutto il mondo giudica cattivi e che non sembrano avere scampo dai pregiudizi altrui, forse, se vogliono, possono ancora riscattarsi. Io lo trovo geniale.
Rosso. Non so chi di voi abbia visto Sweeney Todd, ma a me ha lasciato proprio questa sensazione: ROSSO. Forse Tim Burton ha esattamente raggiunto il risultato che voleva ottenere, rievocare il musical e tutta la sua spettacolarità: schizzi di sangue che sporcano le inquadrature, personaggi completamente surreali.
Eppure i sentimenti che Johnny Depp è riuscito a trasmettere a chi, come me, era davanti allo schermo, sono umani. Troppo umani. Tanto da non riuscire più a distinguere le sensazioni che questo personaggio mi ha provocato: solidarietà o disgusto?
Senza togliere che le azioni di Sweeney Todd non siano, nella realtà, eticamente corrette, trovo giusto ricordare come non si stia più parlando di un uomo: Benjamin Barker è morto, per lasciare spazio ad un essere vivente alimentato dall’odio e dalla vendetta. Ed è stata la società a renderlo tale. Forse questo mi ha portato a provare simpatia nei suoi confronti: ingiustizia, malvagità e invidia di altri hanno creato e dato vita a questo personaggio, subendone poi le conseguenze direttamente per la legge del contrappasso.
Se siete di stomaco debole andate a vederlo comunque: non è un film horror, gli effetti speciali, per certi versi, sono anche un pò deludenti da questo punto di vista. Vi basti in ogni caso sapere che il costo del biglietto è ampiamente rimborsato dai colori desaturati della fotografia ( sangue ovviamente non incluso, fatto di una splendida vernice dal rosso acceso ), ma soprattutto dalle splendide canzoni del musical!
Ancora due curiosità:
-le canzoni del musical sono in lingua ORIGINALE: dieci punti in più a tutto il film!
-inoltre, per chi già avesse visto il film “Titus“con Anthony Hopkins, sappiate che non rimarrete per nulla impressionati dai tortini di carne: sono uno scherzo rispetto a quelli cucinati nell’altro film.
“Of all the super heroes,
the strangest one by far,
doesn’t have a special power,
or drive a fancy car.
Next to Superman and Batman,
I guess he must seem tame.
But to me he is quite special,
and Stain Boy is his name.
He can’t fly around tall buildings,
or outrun a speeding train,
the only talent he seems to have
is to leave a nasty stain.
Sometimes, I know it bothers him,
that he can’t run or swim or fly,
and because of this one ability,
his dry cleaning bill’s sky-high. “
(The Melancholy Death of Oyster Boy & Other Stories, Tim Burton)
Il 24 Febbraio di quest’anno si sono tenuti gli Oscar e il nuovo film di Tim Burton, “Sweeney Todd: il Diabolico Barbiere di Fleet Street”, che non poteva certo mancare tra le nomination, si è aggiudicato il premio per la miglior scenografia.
A quanto pare, con grossa sorpresa dei due, Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo si aggiudicano la statuetta per la seconda volta nella loro carriera dopo averlo già ricevuto nel 2005 col film di Martin Scorsese, “The Aviator“.
Commossi per il riconoscimento, le parole pronunciate sono state un sentito ringraziamento a tutto il cast, all’Academy e ovviamente a Tim Burton.